di Pietro Vivone
Nel commercio internazionale, una gestione accurata delle pratiche doganali è essenziale per evitare costi imprevisti e rischi legali. Irene Vitella, consulente doganale e fondatrice di Irene Consulting, è una figura di riferimento per le imprese italiane che operano nel settore import-export, aiutandole a navigare in un contesto normativo in continua evoluzione. In questa intervista approfondiremo il ruolo della digitalizzazione nella gestione doganale, le sfide delle nuove normative e i rischi legati alle sanzioni.
Alla domanda su quanto la sua presenza online le abbia facilitato l’acquisizione di clienti, Irene risponde:
“Il passaparola resta la mia principale fonte di acquisizione di nuovi clienti. Ritengo che , nonostante i vari stimoli virtuali con i quali interagiamo ogni giorno , il passaparola resta un importante strumento di marketing , poiché nella maggior parte dei casi siamo portati a fidarci maggiormente di un feedback o parere positivo ricevuto da una persona o azienda conosciuta alla quale diamo credibilità . Tuttavia, il web rimane comunque un importante ed utile strumento strategico anche per fidelizzare la clientela già acquisita, mantenendo un contatto continuativo e fornendo aggiornamenti utili sotto vari profili che possono incidere sugli scambi internazionali.”
Per Irene, la rete è quindi fondamentale non solo per attrarre nuovi contatti ma anche per consolidare le relazioni con i clienti attuali, garantendo un rapporto continuativo e di fiducia.
Con l’avvento della digitalizzazione, anche nel settore doganale si riscontrano cambiamenti significativi. Alla domanda su come la digitalizzazione abbia trasformato i processi aziendali e i controlli doganali, Irene osserva:
“La digitalizzazione ha reso più efficienti le operazioni di sdoganamento, accelerando molte fasi operative. La digitalizzazione anche in ambito doganale si è resa necessaria per snellire procedure tradizionali che risultavano complesse e farraginose, oltre che maggiormente costose. La digitalizzazione migliora l’efficienza consentendo l’utilizzo di un linguaggio univoco in conformità alla normativa doganale. Tuttavia, questi strumenti impattano anche sui controlli, permettendo un monitoraggio più stretto da parte delle autorità.”
La disponibilità di dati digitali consente un’analisi in tempo reale, migliorando sia la tracciabilità che l’efficacia dei controlli, ma soprattutto garantendo di operare in modo migliore alle aziende che vogliono adeguarsi alle opportunità concesse dall’innovazione
Dal 4 ottobre, le nuove Disposizioni Nazionali Complementari al Codice Doganale dell’Unione hanno apportato numerosi cambiamenti rispetto al vecchio Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) degli anni ‘70, con un riordino delle pratiche di sicurezza in linea con le normative europee. Introducendo disposizioni impattanti sull’operatività di molte aziende. Tra le novità più rilevanti, Irene evidenzia l’integrazione della Guardia di Finanza nei controlli, che si affianca all’Agenzia delle Dogane, e l’IVA introdotto come diritto di confine , unitamente ai dazi, rendendo la compliance più articolata e strategica. Irene sottolinea:
“Queste nuove norme aumentano la necessità di una importante presa di coscienza da parte delle imprese , le quali dovranno attivarsi al fine di una due diligence accurata per evitare il più possibile il rischio di incorrere in violazioni che possano portare a sanzioni gravi, incluse quelle di rilevanza penale.”
Un aspetto cruciale che Irene desidera chiarire riguarda il sistema sanzionatorio che ridefinisce le violazioni doganali ,sanzioni nelle quali potrebbero incorrere le aziende che non rispettano la nuova normativa. La consulente avverte che, in caso di omissione o errata presentazione della dichiarazione doganale rispetto agli elementi di qualità , quantità, origine e valore , l’azienda potrebbe incorrere in sanzioni particolarmente pesanti.
“Qualora sia accertato un errore che abbia generato un mancato versamento di oneri , cumulati tra dazio ed iva , superiore a 10,000 euro, si può determinare l’ipotesi di contrabbando , con conseguenze legali che potrebbero mettere a rischio anche la stessa continuazione dell’attività aziendale.” Irene raccomanda quindi alle imprese di essere estremamente precise nella gestione delle pratiche doganali, adottare una precisa compliance doganale , sottolineando che la consulenza è fondamentale ma non basta se l’azienda non è anche ben informata e attiva nella sua compliance.
Alla domanda su come le aziende dovrebbero prepararsi per affrontare queste normative, Irene risponde con chiarezza:
“Affidarsi a un consulente doganale è indispensabile, ma non basta. Le aziende devono essere pronte a informarsi e a formarsi continuamente.”
La consulenza doganale inizia con un’analisi delle specifiche caratteristiche aziendali, individuando gli strumenti doganali specifici necessari ad ogni singola e peculiare attività aziendale, adottando le procedure più idonee ed applicabili per individuare e risolvere eventuali criticità.
“Il consulente deve informare , consigliare , supportare e seguire l’azienda che ne faccia richiesta in ogni fase del processo; solo con titolari e personale ben informati e formati è possibile affrontare al meglio le sfide che ci riserva il futuro”.
L’approccio di Irene alla compliance è improntato alla concretezza:
“Per avere successo, un’azienda deve impegnarsi attivamente per una compliance doganale performante.”
Questo mantra si riflette nel suo metodo di lavoro, volto a creare una solida base di compliance che permetta all’azienda di evitare problemi e ottimizzare i processi. Durante l’intervista che è diventata una piacevole chiacchierata piena di aneddoti e da cui traspare l’amore per il proprio lavoro, Irene ci tiene a sottolineare che per quanto riguarda il profilo del cliente tipo di un consulente doganale:
“Non ci sono limitazioni in termini di prodotti, di mercati di provenienza o destinazione ne di grandezza del cliente”.
Eventuali differenze possono riguardare la tipologia di servizi richiesti, le piccole imprese spesso richiedono un supporto completo che includa sia consulenza che gestione operativa, mentre le realtà più strutturate necessitano principalmente di consulenza strategica.
L’intervista con Irene Vitella mette in luce il valore strategico di una consulenza doganale qualificata in un contesto sempre più influenzato dalla digitalizzazione e da normative complesse, dove le sanzioni e i rischi di incorrere in reati sono possibilità concrete per le aziende prive di una rigorosa compliance. Il messaggio di Irene è chiaro:
“La consulenza doganale è essenziale per operare in sicurezza nel settore import-export, riducendo i costi e i rischi normativi, ottimizzando i tempi e facendo crescere il tuo business.”
Affidarsi a esperti del settore e investire nella formazione interna rappresenta oggi, più che mai, un’opportunità per costruire solide basi di crescita e sostenibilità, minimizzando i rischi e garantendo competitività sui mercati globali.



