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L’AI AL SERVIZIO DELLA PROGETTAZIONE UE: efficienza, creatività e responsabilità

2025-07-31 16:37

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Europa, ai, progetti-europei, efficienza, trasparenza, creativita,

L’AI AL SERVIZIO DELLA PROGETTAZIONE UE: efficienza, creatività e responsabilità

Gianluca Fabbri

di Gianluca Fabbri



Negli ultimi mesi, l’uso dell’intelligenza artificiale generativa è diventato un tema di forte attualità anche nel mondo della progettazione europea. Professionisti, enti pubblici, università e imprese hanno progressivamente iniziato a sperimentare questo strumento per migliorare l’efficienza, la qualità e la competitività delle proposte candidate ai principali programmi di finanziamento dell’Unione Europea, come Horizon Europe, LIFE o Erasmus+. Se fino a poco tempo fa l’utilizzo dell’AI nella scrittura progettuale poteva apparire come una curiosità o una pratica marginale, oggi si configura come un’opportunità concreta e, in molti casi, già diffusa. Aumentano però anche i dubbi e le responsabilità: fino a che punto è legittimo affidarsi a questi strumenti? Quali sono le implicazioni in termini di etica, proprietà intellettuale e rispetto delle regole dei programmi europei?L’adozione di strumenti di intelligenza artificiale generativa (GenAI), sta inevitabilmente trasformando profondamente il modo in cui vengono redatte le proposte per l’accesso ai finanziamenti europei. Questi strumenti stanno diventando sempre più centrali nella scrittura delle proposte progettuali, grazie alla loro capacità di raccogliere e sintetizzare rapidamente normative, trend di settore, casi studio e dati chiave, strutturare i contenuti in modo logico e coerente, migliorare stile, grammatica e chiarezza espositiva, ottimizzare il budget sulla base di modelli storici e suggerimenti riguardanti risorse e costi, e supportare la costruzione rigorosa dei work package. Se utilizzata in modo strategico, l’intelligenza artificiale può ridurre significativamente i tempi di redazione di una proposta, dimostrandosi uno strumento potente per semplificare il processo e migliorare la qualità complessiva dei contenuti. Non si tratta solo di velocità, ma anche di precisione, uniformità e accessibilità delle informazioni.

Tuttavia, è essenziale porre particolare attenzione al suo impiego, specialmente nelle componenti a maggior valore aggiunto del progetto, come la visione strategica, la selezione dei partner, la coerenza con i call text e la definizione della governance. Queste aree richiedono esperienza, visione sistemica e sensibilità politica, elementi che l’intelligenza artificiale non può replicare. L’intelligenza artificiale dovrebbe essere intesa come uno strumento di supporto e potenziamento del lavoro umano, non come un sostituto né come un decisore. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di assistere il progettista, come farebbero diversi collaboratori esperti, lasciando però all’uomo il compito di orientare le scelte strategiche e creative.
L’AI può infatti generare testi coerenti e ben strutturati, ma non è in grado di comprendere la visione politica, sociale o strategica di un progetto. Affidarsi troppo all’AI può portare a proposte piatte, prive di originalità o disallineate rispetto agli obiettivi della call. Ad esempio i modelli generativi possono, in alcuni casi, produrre contenuti simili derivativi rispetto a fonti pubbliche e questo espone al rischio di accuse di plagio, che nelle valutazioni europee possono portare all’esclusione immediata della proposta. L’AI può inoltre “inventare” dati, fonti o esempi plausibili ma non reali (hallucinations) che, se non accuratamente controllati, possono minare la credibilità scientifica o tecnica della proposta. Infine, se non viene dichiarato l’utilizzo dell’AI o non si tiene traccia degli output generati, si rischia di compromettere la trasparenza del processo progettuale. In futuro, i programmi UE potrebbero chiedere esplicitamente di documentare l’uso di AI.
Bisogna inoltre considerare che l’uso intensivo dell’intelligenza artificiale potrebbe portare, nel tempo, a una riduzione delle competenze critiche e analitiche del team progettuale. Se ci si abitua ad affidare all’AI la generazione di testi, l’organizzazione dei contenuti o la costruzione di logiche progettuali complesse, si rischia di:

  • Perdere la capacità di elaborare strategie originali;
  • Ridurre l’attenzione critica sui contenuti generati;
  • Delegare progressivamente anche le decisioni di merito, trasformando l’AI da assistente a guida non qualificata.
Questa dipendenza può compromettere la qualità delle proposte nel medio-lungo periodo, soprattutto quando l’AI viene usata senza una piena comprensione del contesto normativo, tecnico e politico in cui si inserisce il progetto.
A supporto di un utilizzo consapevole, la Commissione Europea e l’European Research Area Forum hanno pubblicato linee guida aggiornate per l’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nell’innovazione. Tali documenti raccomandano un uso trasparente, etico e tracciabile di questi strumenti. In prospettiva, e per ridurre la dipendenza dall’uso passivo dell’AI, sarà fondamentale investire nella formazione del personale, con la creazione di nuove figure professionali, come i “prompt engineer”, in grado di sfruttare le potenzialità dell’AI mantenendo sempre la direzione progettuale nelle mani dell’uomo.
Per garantire la piena compliance normativa, dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea GDPR al Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale AI Act in arrivo che mira a regolamentare lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, è indispensabile verificare ogni contenuto generato dall’AI con revisione umana, evitare l’uso di dati sensibili o personali nei prompt, dichiarare apertamente l’impiego dell’AI all’interno della proposta e adottare strumenti conformi e sicuri, preferibilmente in ambienti controllati o enterprise. Nel prossimo futuro, è plausibile attendersi l’introduzione di campi obbligatori per la dichiarazione dell’uso dell’AI nelle proposte, l’integrazione di controlli automatizzati su plagio e bias, e la richiesta di veri e propri piani etici di gestione dell’intelligenza artificiale nei progetti ad alta intensità tecnologica.
L’uso dell’AI nella scrittura di progetti europei è dunque lecito, sempre più diffuso e potenzialmente rivoluzionario. Tuttavia, il suo utilizzo deve essere accompagnato da trasparenza, verifica umana e piena conformità alle normative vigenti e opportuna attività di formazione. Rispettare queste condizioni significa aumentare significativamente le probabilità di successo in fase di valutazione, prevenire contestazioni di natura etica o legale e prepararsi a un futuro in cui l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale sarà parte integrante della progettazione europea.