SOCIAL
spazio imprese bianco
a10bfbfc-fbfb-4c14-8f81-0d79ee1bf773
CONTATTACI
INDIRIZZO
SOCIAL
spazio imprese bianco

info@spazioimprese.com

Via Nizza, 53 – 00198, Roma

Via Nomentana, 56 - 00161 Roma


instagram
linkedin

+39 333 768 54 57

© copyright 2023 | C.F. 96568340580 | All Rights Reserved.

L’ALGORITMO DEL “NEMICO” COMUNE: così la Coopetition e l’IA stanno salvando le imprese

2026-04-08 12:05

Array( [86865] => Array ( [author_name] => Emidio SIlenzi [author_description] => [slug] => emidio-silenzi ) [87630] => Array ( [author_name] => Andrea Striano [author_description] => [slug] => andrea-striano ) [89101] => Array ( [author_name] => Antonino Castorina [author_description] => [slug] => antonino-castorina ) [89102] => Array ( [author_name] => Marco Bourelly [author_description] => [slug] => marco-bourelly ) [89825] => Array ( [author_name] => Antonio Grieci [author_description] => [slug] => antonio-grieci )) no author 86807

digital, sostenibilità, Economia, Imprese, domenico-di-catania, domenico-di-catania-ia-e-coopetition, domenico-di-catania-aggregazione-dati, domenico-di-catania-geie-e-reti-d-impresa, manutenzione-predittiva-e-logistica, intelligenza-artificiale-per-il-management,

L’ALGORITMO DEL “NEMICO” COMUNE: così la Coopetition e l’IA stanno salvando le imprese

Domenico Di Catania

di Domenico Di Catania 

 

Dalla logistica del “terzo miglio” alle suite dei grandi hotel alla gestione delle carriere: il racconto di chi ha trasformato la rivalità in dato condiviso. Perché nel 2026, aggregarsi non è più una scelta, ma l’unico modo per addestrare il futuro. 

Il vecchio adagio recita: “Tieniti stretti gli amici, ma i nemici ancora di più”. Nel panorama industriale odierno, questo consiglio non è più un monito cinico, ma una solida strategia di bilancio. Lo chiamiamo Coopetition — quel delicato equilibrio tra cooperazione e competizione — e oggi ha un nuovo, potentissimo arbitro: l’Intelligenza Artificiale. Nelle mie recenti esperienze come architetto di soluzioni IA, ho visto cadere barriere che sembravano insormontabili. Aziende che per decenni si sono fatte la guerra sui centesimi hanno capito che, restando isolate, sono destinate a diventare irrilevanti di fronte ai giganti tecnologici. La chiave della loro sopravvivenza? L’aggregazione del dato. 

 

Trasporti: Quando il “Cervello” è Condiviso 

Il settore dei trasporti è, per definizione, un gioco a somma zero. O il carico lo porti tu, o lo porta il tuo concorrente. Eppure, lavorando a un progetto di aggregazione per un consorzio logistico, abbiamo dimostrato il contrario. Il problema era cronico: camion che viaggiavano al 60% della capacità e una manutenzione reattiva che bloccava le flotte nei momenti di picco. La soluzione non è stata “fondersi”, ma creare un’infrastruttura di IA predittiva comune. “Inizialmente, l’ostacolo non era tecnico, ma psicologico,” ricordo spesso durante i meeting. “Nessuno voleva mostrare le proprie inefficienze al vicino di casa.” Abbiamo implementato il Federated Learning: una tecnica in cui l’algoritmo “viaggia” tra i database delle diverse aziende senza che i dati grezzi (nomi dei clienti, tariffe, percorsi) vengano mai condivisi o letti dai concorrenti. Il risultato? Un modello di manutenzione predittiva con una precisione del 94%, capace di avvisare un trasportatore di un guasto imminente grazie a ciò che l’IA aveva “imparato” dai mezzi della concorrenza. La coopetition ha trasformato lo scarto in profitto per tutti. 

 

Hospitality: La trincea contro le OTA 

Spostandoci nel mondo alberghiero, la sfida è ancora più complessa. Qui il “nemico” non è l’hotel accanto, ma l’algoritmo delle grandi piattaforme di prenotazione che dettano legge sui prezzi. In un progetto che ho seguito per una rete di hotel indipendenti, la sfida era creare una Guest Intelligence territoriale. Il singolo hotel ha troppi pochi dati per prevedere i desideri di un viaggiatore globale; un’aggregazione di dodici strutture, invece, possiede una miniera d’oro. Attraverso un sistema di IA centralizzato, gli hotel hanno iniziato a scambiarsi non i clienti, ma le preferenze. Se un ospite abituato a certi standard di lusso o regimi alimentari soggiorna in una struttura della rete, l’intera rete “impara” come accoglierlo. Questo ha permesso di creare campagne di marketing iper-personalizzate che hanno disintermediato le grandi piattaforme, riportando le prenotazioni dirette a +25% in un solo anno. 

 

Capitale Umano: L’IA come supporto alle decisioni (DSS) 

Tuttavia, la trasformazione non riguarda solo l’esterno, ma l’architettura stessa delle organizzazioni. Recentemente, mi sono occupato di una delle sfide più delicate per il management: la valorizzazione dei talenti. Abbiamo creato un sistema di IA per la profilazione delle carriere dei dipendenti, concepito come un vero e proprio Decision Support System (DSS) per i manager. 

Spesso le aziende perdono competenze preziose perché non riescono a prevedere le traiettorie di crescita dei propri collaboratori o a identificare skill latenti. Questo algoritmo non si limita a leggere un CV; analizza le performance, le attitudini e i potenziali percorsi di upskilling, fornendo ai manager una base analitica per decidere promozioni, cambi di ruolo o piani formativi. In questo modo, l’IA non sostituisce il fattore umano, ma lo protegge dai pregiudizi cognitivi, trasformando la gestione del personale in una scienza della valorizzazione. 

 

La Cornice Europea: Il G.E.I.E. come Motore di Scala 

Tuttavia, l’IA ha fame di una scala che spesso supera i confini nazionali. È qui che entra in gioco uno strumento giuridico sottovalutato ma potentissimo: il G.E.I.E. (Gruppo Europeo di Interesse Economico). 

Perché è fondamentale? Perché permette a imprese di diversi Paesi UE di aggregarsi mantenendo la propria indipendenza giuridica, ma agendo come un’unica entità per obiettivi comuni. 

Il Caso Concreto: “Logistics AI Europe G.E.I.E.” Recentemente ho collaborato alla fase tecnica di un G.E.I.E. nato tra operatori logistici italiani, francesi e tedeschi. L’obiettivo? Creare un Gemello Digitale (Digital Twin) delle rotte transalpine. Nessuna di queste aziende, singolarmente, aveva una massa critica di dati sufficiente per mappare le variabili doganali, meteorologiche e di traffico su scala continentale. 

Costituendosi in G.E.I.E., hanno potuto: 

  1. Condividere i costi di infrastruttura cloud necessari per far girare modelli di IA generativa. 
  2. Accedere a finanziamenti europei per l’innovazione, preclusi ai singoli. 
  3. Negoziare “da giganti” con i fornitori di software, pur restando medie imprese agili nei propri territori. 

L’IA è diventata il “patrimonio comune” del Gruppo, permettendo di abbattere i costi operativi del 15% su base europea attraverso una pianificazione dei carichi che ignora le frontiere, ma rispetta le identità aziendali. 

 

La sfida del 2026: L’etica del dato e la visione Hub 

Ma come si gestisce l’etica del dato e la relativa privacy? La tecnologia oggi offre strumenti come la crittografia omomorfica cioè con un livello di protezione dei dati e della privacy superiore, che permette all’IA di elaborare dati senza “vederli” in chiaro. Questo garantisce che la coopetition sia equa: chi conferisce più dati riceve modelli più precisi, ma nessuno può “sbirciare” nel registro dell’altro. 

La lezione che porto con me da questi progetti è chiara: l’Intelligenza Artificiale non è una bacchetta magica, è un moltiplicatore di scala. Se la scala è piccola, l’impatto è minimo. Proprio per rispondere a questa urgenza di sistema, personalmente ho dato vita a una società hub dedicata esclusivamente alla progettazione di architetture IA per le esigenze del tessuto aziendale italiano. Non si tratta di fornire prodotti “a scaffale”, ma di scrivere progetti su misura che tengano conto della complessità dei nostri distretti produttivi. Per farlo, abbiamo riunito un gruppo di professionisti che operano nel campo da oltre 25 anni: una memoria storica che ci permette di distinguere l’innovazione solida dal rumore di fondo. 

La coopetition non è più una scelta, ma l’imperativo per il futuro. Con l’IA come motore di questa evoluzione, competere serve a ottimizzare i processi, ma solo collaborando si ottiene il potere di dominare la scena globale. Chi accetta questa sfida smette di inseguire il mercato: inizia a guidarlo.