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L’INFORTUNIO NON HA DATA NÉ ORA

2026-04-08 12:46

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Economia, Sicurezza sul lavoro, Imprese, livio-william-corso, livio-william-corso-manutenzione-strutturale, livio-william-corso-sicurezza-immobili, livio-william-corso-prevenzione-cadute-dall-alto, gestione-tecnica-e-monitoraggio-patrimonio,

L’INFORTUNIO NON HA DATA NÉ ORA

Livio William Corso

di Livio William Corso 

 

La maggior parte degli infortuni sul lavoro è riconducibile all’assenza o all’inadeguatezza delle misure di prevenzione e protezione. Quando però un evento lesivo è determinato dal cedimento strutturale di un immobile o di un elemento costruttivo, ci troviamo di fronte a una criticità prevenibile che interroga direttamente la responsabilità della gestione tecnica e manutentiva del patrimonio edilizio. Già nel 1767 Teofilo Gallacini ammoniva che l’edificio non deve essere abbandonato dopo la sua realizzazione, ma seguito con costante cura per garantirne la conservazione nel tempo. 

Un principio che, tradotto in termini contemporanei, coincide con l’obbligo di manutenzione programmata e di monitoraggio delle condizioni strutturali. Nella pratica operativa, proprietari e gestori di immobili civili e industriali tendono a rinviare verifiche tecniche e controlli strutturali, spesso per ragioni economiche o organizzative. Tale rinvio espone lavoratori e terzi a rischi che possono evolvere in cedimenti, guasti e incidenti gravi o mortali. Secondo i dati dell’INAIL, in Italia si registrano ogni anno centinaia di migliaia di denunce di infortunio sul lavoro e circa un migliaio di decessi. 

Tra le cause di infortunio mortale, le cadute dall’alto rappresentano stabilmente la prima voce, in particolare nei settori delle costruzioni e della manutenzione degli edifici. L’EU-OSHA evidenzia inoltre come una quota significativa degli incidenti gravi sia correlata a carenze nella gestione della sicurezza degli ambienti di lavoro, inclusa la manutenzione delle strutture e delle coperture. 

Eventi come il cedimento di una capriata in un capannone industriale, con esiti letali per un lavoratore, non possono essere ricondotti a fatalità. Essi sono, piuttosto, l’esito di processi di degrado non intercettati o non gestiti in tempo utile. La sicurezza strutturale degli immobili non costituisce un adempimento meramente formale, ma un presidio essenziale di tutela della vita e dell’integrità delle persone. Il costo della prevenzione è sempre inferiore al costo umano, sociale ed economico dell’incidente. 

Le Buone pratiche di prevenzione per la sicurezza degli immobili e dei lavori in quota sono la base di tutto ovvero: 

  1. Manutenzione programmata e tracciabile  
    • Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti, con scadenze definite e registrazione degli interventi. 
    • Ispezioni periodiche di coperture, capriate, solai, sistemi di ancoraggio e linee vita. 
  2. Valutazione tecnica del rischio strutturale 
    • Verifiche di integrità e capacità portante in presenza di carichi variabili, modifiche d’uso o eventi eccezionali. 
    • Monitoraggio dei segnali di degrado (fessurazioni, corrosione, deformazioni). 
  3. Prevenzione delle cadute dall’alto 
    • Progettazione e manutenzione di sistemi permanenti di protezione collettiva (parapetti, passerelle, reti). 
    • Installazione e controllo di dispositivi di ancoraggio certificati e DPI anticaduta. 
    • Procedure operative per l’accesso e il lavoro in copertura. 
  4. Formazione e coordinamento 
    • Addestramento specifico per lavori in quota e per attività di manutenzione su strutture esistenti. 
    • Coordinamento tra proprietari, gestori, datori di lavoro e imprese esecutrici. 
  5. Cultura della prevenzione 
    • Priorità alla sicurezza nelle decisioni gestionali e negli investimenti. 
    • Audit periodici e riesame dei sistemi di gestione della sicurezza 


    Bisogna ricordare che quando la prevenzione manca, la responsabilità resta, Investire in prevenzione significa evitare tragedie annunciate