A cura della Redazione
Dalla bottega artigianale fondata nel 1993 a una realtà produttiva strutturata, capace di affacciarsi con autorevolezza sui mercati internazionali. È il percorso di DGP Giordano, azienda italiana specializzata nel settore delle porte e degli infissi, oggi guidata da Francesco Giordano, interprete di una nuova generazione imprenditoriale che coniuga identità manifatturiera, visione strategica e apertura verso scenari globali.
Tra crescita produttiva, consolidamento commerciale, presenza a Dubai, accreditamento presso il Parlamento europeo e nuove prospettive di sviluppo nel Golfo, il cammino dell’azienda racconta una trasformazione costruita con continuità, senza mai perdere il legame con la cultura artigianale delle origini.
Francesco Giordano, da dove parte la vostra storia?
“La nostra storia affonda le radici nel 1993, quando la mia famiglia aprì la prima bottega artigianale. È lì che si sono formati i valori che ancora oggi rappresentano la nostra identità: passione per il lavoro, sacrificio, attenzione alla qualità e profondo rispetto per il saper fare artigiano. Tutto quello che siamo diventati nasce da quella esperienza originaria.”
Quanto conta, ancora oggi, quell’anima artigianale?
“Conta in maniera decisiva. Pur avendo attraversato un percorso di crescita e strutturazione aziendale, non abbiamo mai rinunciato a quella matrice. Per noi l’artigianalità non è soltanto una tecnica produttiva, ma una cultura del lavoro: significa cura del dettaglio, attenzione nella scelta dei materiali, ricerca costante della qualità e capacità di dare valore a ogni singolo prodotto.”
Quando è arrivata la svolta più importante?
“Un primo passaggio cruciale è arrivato nel 2000, con l’introduzione della produzione semi-automatica. È stata una scelta strategica, perché ci ha consentito di migliorare ulteriormente gli standard qualitativi e di rafforzare la capacità produttiva, mantenendo intatta la nostra identità. Successivamente, nel 2014, con il mio ingresso alla guida dell’azienda, si è aperta una fase nuova, più orientata alla crescita e alla specializzazione.”
Che cosa ha rappresentato il suo ingresso alla guida dell’azienda?
“Ha rappresentato un momento di profonda trasformazione. Non si è trattato soltanto di un passaggio generazionale, ma di un cambiamento netto sotto il profilo commerciale, produttivo e strategico. La piccola falegnameria, che fino a quel momento era prevalentemente orientata a lavori per clienti privati e produceva in modo trasversale un po’ di tutto, con la mia gestione ha intrapreso un percorso di specializzazione. L’azienda ha iniziato a costruire una rete commerciale rivolta esclusivamente ai rivenditori, dando vita a due linee produttive ben definite, dedicate alle porte e agli infissi in legno. È stato un cambiamento totale di mercato commerciale, che ci ha permesso di trasformare una realtà artigianale in un’impresa più strutturata, focalizzata e competitiva.”
Nel 2016 avete avviato anche la produzione di porte in legno laminate e pantografate. Che passaggio è stato?
“È stato un passaggio di grande rilievo, perché ci ha consentito di rafforzare ulteriormente la nostra identità nel settore. Le nostre porte rappresentano la sintesi tra esperienza manifatturiera, competenza tecnica e sensibilità estetica. In ogni prodotto cerchiamo un equilibrio preciso tra design, funzionalità e qualità costruttiva. È un segmento nel quale abbiamo investito con convinzione e che ci ha restituito risultati importanti.”
La crescita dell’azienda è stata costante anche sul piano organizzativo.
“Sì, e il 2018 è stato un anno particolarmente significativo, con la costituzione della società e l’apertura di una rete commerciale dedicata ai rivenditori. È stato il momento in cui il percorso di trasformazione si è consolidato definitivamente, segnando il passaggio da una dimensione più strettamente artigianale a una struttura imprenditoriale organizzata, capace di affrontare il mercato con strumenti, visione e obiettivi più ampi.”
Poi il trasferimento in un nuovo stabilimento.
“Esatto. Nel 2020 ci siamo trasferiti in provincia di Salerno, in uno stabilimento di 3.500 metri quadrati dotato di impianti automatizzati all’avanguardia. È stato un investimento fondamentale, perché ci ha permesso di accrescere ulteriormente la capacità produttiva, migliorare l’efficienza interna e rispondere in modo ancora più puntuale alle richieste del mercato.”
Nel 2021 avete consolidato la vostra presenza in Italia.
“Sì, abbiamo rafforzato la rete commerciale sull’intero territorio nazionale. Era un passaggio necessario per dare maggiore stabilità e capillarità alla nostra presenza in Italia, portando la qualità DGP Giordano in contesti diversi, ma sempre con la stessa attenzione al prodotto e alla relazione con i nostri interlocutori.”
Uno dei passaggi più significativi, però, è stato l’arrivo a Dubai.
“Assolutamente. L’apertura dello showroom a Dubai, nel 2023, ha rappresentato una tappa molto importante del nostro percorso. Portare i nostri prodotti in un contesto internazionale così dinamico significa misurarsi con un mercato altamente esigente, sensibile al design, alla qualità e all’innovazione. Per noi è stata insieme una conferma del lavoro svolto e una grande opportunità di posizionamento.”
Negli ultimi tempi avete raggiunto anche un traguardo istituzionale importante.
“Sì, ci siamo accreditati presso il Parlamento europeo come azienda, ed è stata per noi una grande soddisfazione essere presenti nel Registro per la trasparenza tra le realtà ufficialmente registrate. Lo consideriamo un riconoscimento importante del percorso costruito in questi anni e della serietà con cui intendiamo rappresentare il nostro lavoro, la nostra azienda e il valore del Made in Italy anche in contesti istituzionali di alto profilo.”
Che valore ha per voi questo accreditamento?
“Ha un valore che va oltre l’aspetto formale. Per noi significa essere riconosciuti come una realtà capace di dialogare con contesti istituzionali rilevanti e di rappresentare, con credibilità, una certa idea di impresa italiana: solida, trasparente, orientata alla qualità e aperta al confronto internazionale. È anche una soddisfazione importante sul piano umano e professionale.”
E oggi quali sono i prossimi obiettivi?
“Guardiamo con grande attenzione ai mercati internazionali. Tra i prossimi obiettivi c’è l’organizzazione di una collaborazione finalizzata all’apertura di un punto di Eccellenze Italiane nel Regno del Bahrein. È un progetto al quale teniamo molto, perché ci consentirà di rafforzare in modo ancora più incisivo la nostra presenza nei Paesi del Golfo e di valorizzare la qualità italiana in un’area particolarmente strategica.”
Quindi il Golfo resta una direttrice centrale della vostra espansione?
“Sì, crediamo molto in quell’area. La presenza a Dubai ci ha fornito indicazioni molto positive e oggi il Bahrain rappresenta un ulteriore passaggio in un percorso di internazionalizzazione che vogliamo portare avanti con serietà, continuità e visione. Allo stesso tempo, continuiamo a guardare con interesse anche agli Stati Uniti, un mercato che conserva grande fascino e notevoli potenzialità.”
Che tipo di impresa vuole rappresentare oggi DGP Giordano?
“Vogliamo rappresentare un’impresa capace di restare fedele alle proprie radici e, nello stesso tempo, pronta a cogliere le sfide del presente e del futuro. Il nostro obiettivo è continuare a valorizzare l’eccellenza italiana, portando avanti la tradizione artigianale con una mentalità moderna, organizzata e internazionale.”
Dalla prima bottega di famiglia allo showroom di Dubai, passando per l’accreditamento presso il Parlamento europeo e i nuovi progetti di espansione nel Bahrain, la storia di Francesco Giordano e di DGP Giordano racconta un modello di impresa italiana che cresce senza smarrire la propria identità. Un percorso in cui tradizione e innovazione si rafforzano a vicenda, trasformando il sapere artigiano in una visione imprenditoriale capace di parlare ai mercati internazionali.



