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L’EUROPA APRE A MERCOSUR E MESSICO: la più grande area di libero scambio al mondo

2026-01-07 11:40

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L’EUROPA APRE A MERCOSUR E MESSICO: la più grande area di libero scambio al mondo

di Pierluigi Bourelly

di Pierluigi Bourelly
 

 

In seguito al secondo annuncio di dazi imposto dal presidente Donald Trump, l’Unione Europea guarda a sud-ovest per nuove opportunità commerciali. Nonostante la conferma dell’accordo USA-UE che stabilisce un tetto massimo del 15% sui dazi complessivi, Bruxelles ha spinto sia per portare avanti un negoziato in corso da oltre 25 anni con il Mercosur, sia per concludere un nuovo accordo con il Messico.

La nuova stretta di Trump, unita alla recente svalutazione del dollaro che rende i prodotti europei meno competitivi, ha raffreddato i rapporti commerciali con gli Stati Uniti e spinto l’UE a individuare partner strategici più stabili e affidabili: i Paesi del Mercosur e il Messico.

Nato nel 1991, il Mercosur è il mercato comune dell’America Meridionale che riunisce Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e, formalmente, anche il Venezuela. Nel complesso scenario commerciale attuale, ricercare nuovi partner non è semplice: la rapida deviazione dei flussi commerciali spinge molti Paesi esportatori a compensare le perdite sul mercato statunitense esportando proprio verso l’Europa.

L’intesa con il Mercosur, ha spiegato Bruxelles, prevede l’eliminazione dei dazi su oltre il 90% delle merci esportate, con un potenziale aumento del commercio del 40% verso una delle regioni più protezionistiche al mondo. I settori più interessati saranno quello chimico, meccanico, automotive e soprattutto quello agricolo.

Il valore complessivo delle esportazioni UE verso il Mercosur potrebbe arrivare a 50 miliardi di euro, generando oltre 400.000 nuovi posti di lavoro. L’accordo darebbe vita alla più grande area di libero scambio al mondo, con un bacino di oltre 700 milioni di consumatori. Saranno inoltre protette 568 indicazioni geografiche europee e garantito un miglior accesso a materie prime critiche per l’industria.

Particolarmente rilevante è il settore agroalimentare: le esportazioni UE crescerebbero del 50% grazie alla riduzione delle tariffe su vino, cioccolato e olio di oliva. Verrebbero tutelate 344 indicazioni geografiche e fissati limiti stringenti alle importazioni agricole dal Mercosur per proteggere comparti sensibili come carne e pollame. L’accordo includerebbe misure di salvaguardia, controlli sanitari rafforzati e il sostegno della PAC, che dopo il 2027 disporrà di almeno 300 miliardi di euro per garantire stabilità di reddito agli agricoltori.

In Italia, i consorzi del settore agroalimentare hanno espresso posizioni contrastanti. Italia del Gusto vede nell’intesa un’opportunità per rafforzare l’internazionalizzazione, purché le clausole di salvaguardia vengano applicate rapidamente. Federvini sottolinea l’importanza dell’apertura commerciale ma chiede protezioni concrete per il Made in Italy. Confcooperative-Fedagripesca denuncia invece il rischio che l’agricoltura venga sacrificata a vantaggio di altri settori, con concorrenza sleale su carni, cereali e zucchero. Copagri riconosce i benefici su vino e lattiero-caseari e la tutela delle indicazioni geografiche, ma ribadisce la necessità di garantire reciprocità e sostenibilità con controlli più stringenti.

Parallelamente, proseguono le trattative per l’Accordo Globale Modernizzato con il Messico, secondo partner commerciale latino-americano dell’UE. L’intesa prevede l’eliminazione delle ultime barriere tariffarie su numerosi prodotti alimentari europei, la protezione di oltre 500 indicazioni geografiche e un maggiore accesso a materie prime critiche. Inoltre, l’accordo rafforzerà la cooperazione su sostenibilità, diritti umani, sicurezza delle catene di approvvigionamento e lotta ai cambiamenti climatici.

In un contesto internazionale sempre più frammentato, la diversificazione dei mercati e delle fonti di approvvigionamento rappresenta per l’Unione Europea una risposta strategica alle crescenti incertezze geopolitiche e commerciali.