A cura della Redazione
L’economia reale italiana oggi vive una stagione di transizione complessa: tensioni geopolitiche, costo del denaro, riforme fiscali, nuovi criteri ESG per l’accesso al credito, trasformazioni del lavoro. In questo contesto, la qualità del dialogo tra istituzioni, imprese, finanza e corpi intermedi non è un tema “cornice”, ma una variabile strategica. È da questa consapevolezza che nasce il convegno “Economia reale, politica e mondo finanziario”, promosso dal SIRIP – sindacato dei rappresentanti di interessi parlamentari su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti, e ospitato lo scorso 11 novembre nella Sala della Regina della Camera dei Deputati. Un luogo simbolico, scelto non solo per il suo prestigio istituzionale ma per il messaggio che veicola: la partita dello sviluppo si gioca dentro le istituzioni, ma con il contributo dell’economia reale. L’apertura dei lavori con la lettera di saluto del Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha dato la misura dell’attenzione verso il tema: il richiamo alla necessità di un dialogo strutturato tra politica, industria e settore finanziario ha collocato l’evento su un piano che va oltre la cronaca, toccando la struttura stessa della competitività italiana. La relazione introduttiva di Achille Ducoli, Presidente SIRIP, ha posto al centro il punto di vista dell’impresa. La fotografia è chiara: “Non siamo più ai livelli di vent’anni fa. Le imprese combattono ogni giorno, i profitti non sono quelli che molti immaginano, la fatica è quotidiana.” Da un lato una politica che “si sta impegnando” ma che deve semplificare, accelerare le decisioni, garantire un quadro stabile. Dall’altro un sistema finanziario chiamato a diventare “valore aggiunto” e non solo soggetto regolato: “Serve che i gruppi finanziari, pubblici e privati, comprendano davvero le esigenze delle imprese e le accompagnino con strumenti coerenti, tempi rapidi e capacità di lettura dei rischi.” Ducoli ha ricordato come ogni evento promosso da SIRIP non sia mai un episodio isolato: i temi aperti vengono seguiti “per uno, due anni, fino a portare a casa risultati concreti”, con l’obiettivo dichiarato che questo appuntamento diventi l’inizio di un percorso stabile tra politica, finanza e tessuto produttivo. Il Segretario nazionale Pietro Vivone, a chiusura dei lavori, ha sottolineato il ruolo del SIRIP come corpo intermedio tra economia reale e istituzioni. Ricordando la nascita dell’organizzazione – tre anni fa, da un piccolo gruppo di professionisti – Vivone ha spiegato come SIRIP sia cresciuto “senza clamore, ma con metodo: studio, ricerca, ascolto”. Lontano dall’idea di lobby opaca, vicino invece alla figura di un facilitatore che raccoglie istanze, le struttura e le porta ai decisori politici con rigore tecnico. La metafora scelta per raccontare questa missione è quella degli arazzi della Sala della Regina: l’ordito rappresenta la legge, la tenuta dello Stato mentre la trama sono i volti, le storie, le imprese, il terzo settore, i lavoratori. “Se l’ordito è forte ma la trama è povera, l’arazzo resta vuoto. Se la trama è ricca ma l’ordito è debole, l’arazzo si spezza. Il nostro compito è tenere insieme entrambe le dimensioni.” Vivone ha poi definito con chiarezza la metodologia di lavoro: nessuna proposta al Parlamento senza analisi, dati e verificabilità; nessuna richiesta di “favori”, ma la rivendicazione di essere compresi nelle esigenze reali dell’economia; una forte attenzione alla formazione dei giovani, testimoniata anche dalla nascita della sezione Giovani SIRIP e dalla nomina di Martina Miceli come coordinatrice, simbolo di una rappresentanza che guarda al futuro e non solo alla tutela dell’esistente. La struttura del convegno rispecchia la linea editoriale che Spazio Imprese promuove: non soltanto cronaca, ma contesto, analisi, connessioni tra i diversi livelli del sistema Paese. Il programma – moderato da Janina Benedetta Landau – ha messo intorno allo stesso tavolo:
- il Governo, con il videointervento del Viceministro dell’Economia e delle Finanze, On. Maurizio Leo;
- il contributo pastorale e sociale di Padre Elio Lops, parroco del Quirinale, che ha raccontato il progetto di reinserimento lavorativo dei giovani borderline e il valore del lavoro come recupero di dignità;
- il punto di vista della Commissione Agricoltura con l’On. Cristina Almici;
- il videointervento economico-politico dell’ On. Laura Castelli;
- il focus fiscale di Matteo Migazzi, consulente della Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria;
- l’analisi sulla crisi d’impresa di Maurizio Corciulo, esperto di composizione negoziata;
- il racconto dei mercati finanziari e degli strumenti alternativi al credito bancario con Vittorio Pracca, Maurizio Esentato e il team di Azimut;
- la riflessione sulla logistica integrata di Niccolò Berghinz
- il punto di vista delle imprese del Nord produttivo con Antonella Corvetti;
- un approfondimento su compliance, appalti e legalità economica affidato all’avvocato Valerio Vallefuoco.
In questo mosaico di competenze, l’intervento di Davide Caiazzo – imprenditore, investitore e fondatore di MYGO – ha introdotto un elemento decisivo per la competitività contemporanea: la comunicazione d’impresa e il personal branding, con un focus molto operativo sull’uso strategico di LinkedIn per generare business, creare reti qualificate e posizionare l’imprenditore come interlocutore autorevole nel proprio settore. L’architettura degli interventi ha disegnato un quadro coerente:
- La variabile fiscale come leva competitiva, ma anche come fattore di incertezza, se le regole sono complesse e stratificate. Migazzi ha insistito sulla necessità di un sistema che garantisca certezza del diritto, contraddittorio preventivo e un vero confronto strutturato tra imprese e amministrazione finanziaria.
- La gestione della crisi d’impresa come tema ormai strutturale, e non più eccezione. Corciulo ha richiamato l’importanza degli strumenti come la composizione negoziata, che sposta la gestione delle difficoltà dall’aula di tribunale ai tavoli di dialogo tra imprenditore, banche, fisco e lavoratori.
- La dimensione ESG come nuovo linguaggio del credito: l’ On. Almici ha spiegato come oggi il finanziamento non passi più solo dai numeri di bilancio, ma dalla capacità dell’impresa di dimostrare impatto sociale, ambientale e solidità organizzativa, in un contesto che chiede regole stabili, giustizia civile rapida e credito orientato all’innovazione.
- La finanza alternativa come complemento – non sostituto – del sistema bancario. Gli interventi di Pracca, Esentato e dei professionisti della finanza hanno chiarito il ruolo di private debt, private equity e venture capital nel trasformare il risparmio privato in capitale produttivo, accompagnando le imprese in fasi di crescita, innovazione e apertura dei capitali.
- La dimensione sociale del lavoro: dalle parole di Padre Lops alla testimonianza delle realtà associative, è emersa con forza l’idea che lo sviluppo non possa essere misurato solo in PIL, ma in capacità di reinserire, includere e rigenerare capitale umano, soprattutto nelle fasce più fragili.
In chiusura, Ducoli e Vivone hanno voluto riportare al centro chi lavora lontano dai riflettori: le Commissioni di studio SIRIP, veri laboratori permanenti di analisi e proposta. I coordinatori – Giorgio Teani, Donato D’Aiuto, Federico Cardu, Antonella Girardi, Marco Pugliese, Pasquale Ciurleo, Tiziano Brembilla, Gianluca Sposato, Luigi Gabriele, Gianmarco Ponticelli, Alberto Raggi, Antonio Grieci, Michele Montefusco – guidano gruppi di lavoro che monitorano l’attività parlamentare, ascoltano le imprese, traducono le esigenze in proposte normative strutturate. Sono loro i protagonisti del dossier che pubblicheremo nel prossimo numero del magazine: un viaggio dentro le Commissioni per raccontare come nascono le idee, come si costruiscono i testi, quali temi stanno emergendo come prioritari per il mondo produttivo. L’evento in Sala della Regina ha mostrato che, quando imprese, politica, finanza, società civile e corpi intermedi si siedono allo stesso tavolo con linguaggio comune e responsabilità condivisa, il sistema Paese è in grado non solo di analizzare la realtà, ma di immaginare strumenti concreti per cambiarla. È esattamente questo, in fondo, il terreno su cui anche Spazio Imprese ha scelto di posizionarsi: raccontare il lavoro e chi lo crea, dando voce alle alleanze nuove che possono ispirare il futuro.



