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Il Salone del Mobile torna a illuminare Milano: il Made in Italy dell’arredo conferma la sua forza viva e pr

2026-04-21 14:31

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Il Salone del Mobile torna a illuminare Milano: il Made in Italy dell’arredo conferma la sua forza viva e proiettata nel futuro

di Andrea Striano

di Andrea Striano - Dipartimento nazionale imprese e mondi produttivi Fratelli d’Italia

 

Mentre le porte del Salone del Mobile si aprono ancora una volta sui padiglioni di Rho Fiera, chi segue da vicino le dinamiche dei mondi produttivi italiani non può che provare un senso profondo di soddisfazione e di riconoscenza. Non si tratta soltanto di una delle fiere più importanti al mondo nel settore del design e dell’arredamento: è il momento in cui l’intero sistema produttivo italiano dell’abitare si presenta con la sua complessità, la sua profondità e la sua straordinaria capacità di rinnovamento.

Chi come me, ha il privilegio di accompagnare quotidianamente le imprese in questo percorso, il Salone appare come lo specchio più fedele di ciò che rende unico il Made in Italy. Qui convergono, in un’unica grande narrazione visiva e produttiva, le filiere più sofisticate del Paese: quelle che uniscono saperi artigiani gelosamente custoditi, competenze tecniche di altissimo livello e una visione progettuale capace di anticipare i gusti e i bisogni globali.

Non è un caso che, anche quest’anno, oltre 1.900 espositori abbiano scelto di misurarsi su questo palcoscenico internazionale, confermando una vitalità che va ben oltre i numeri della partecipazione.

Ciò che colpisce, osservando lo svolgimento della manifestazione, è la capacità del settore di mantenere un equilibrio apparentemente impossibile tra tradizione e innovazione. Le biennali di EuroCucina e del Salone del Bagno, il SaloneSatellite dedicato ai giovani talenti, le proposte che integrano sempre più tecnologia, sostenibilità concreta e qualità materica dimostrano che il Made in Italy dell’arredo non si accontenta di ripetere formule consolidate. Al contrario, evolve, si arricchisce e continua a dettare tendenze proprio perché affonda le radici in un tessuto produttivo denso, ramificato, fatto di piccole e medie imprese che rappresentano il vero tessuto connettivo del sistema.

In un’epoca in cui molti Paesi cercano di replicare il modello italiano senza riuscirci pienamente, il Salone del Mobile ricorda con forza che questa eccellenza non nasce dal nulla. Nasce dall’intreccio generazionale di conoscenze, dalla capacità di controllare l’intera catena del valore – dal disegno alla prototipazione, dalla produzione alla finitura – e da quella sensibilità estetica che trasforma un mobile in un oggetto di desiderio e di cultura. 
È il risultato di migliaia di mani sapienti, di laboratori artigiani, di imprese familiari e di grandi gruppi che hanno saputo investire nel futuro senza mai rinnegare il proprio passato.

Mentre la fiera accoglie visitatori, buyer e giornalisti da ogni parte del mondo, emerge con chiarezza il valore strategico di questo comparto per l’intera economia nazionale. Il settore dell’arredamento e del design italiano non è soltanto un’eccellenza settoriale: è uno dei pilastri su cui si regge la reputazione del Made in Italy nel suo complesso. Ogni pezzo esposto racconta una storia di resilienza, di investimento in ricerca e sviluppo, di attenzione all’ambiente e di quella capacità tutta italiana di coniugare bellezza e funzionalità in modo che pochi altri sistemi produttivi al mondo sanno eguagliare.

Da osservatore privilegiato delle politiche e delle dinamiche produttive, esprimo oggi il mio più sincero apprezzamento per tutte le imprese, i designer, gli artigiani e i professionisti che, con il loro lavoro quotidiano spesso silenzioso, rendono possibile questo appuntamento annuale. Il Salone del Mobile non è una semplice vetrina: è la celebrazione concreta di un modello produttivo che ha saputo resistere alle sfide degli ultimi decenni e che oggi si presenta al mondo con rinnovata energia e consapevolezza del proprio ruolo.

In un momento in cui il Paese ha più che mai bisogno di riconoscere e valorizzare i propri punti di forza, questa manifestazione rappresenta un’occasione preziosa per ricordare che il Made in Italy dell’arredo è molto più di un settore economico. È un patrimonio vivo, dinamico, capace di proiettarsi con fiducia nel futuro proprio perché sa custodire con intelligenza il proprio passato.

Che il Salone del Mobile 2026 sia, ancora una volta, l’occasione per festeggiare questa eccellenza e per rinnovare l’impegno affinché continui a brillare sui mercati internazionali come uno dei simboli più luminosi del genio produttivo italiano.