Di Alessandro Aster
La transizione verso l’Industria 5.0 (o Transizione 5.0) è un tema centrale per l’Unione Europea, che la vede come un’evoluzione del paradigma Industria 4.0. L’obiettivo non è solo l’efficienza tecnologica, ma anche l’integrazione di sostenibilità e centralità umana nei processi produttivi. L’Unione Europea, sta guidando la transizione 5.0 attraverso una serie di iniziative strategiche e strumenti di finanziamento, con l’obiettivo di rendere l’industria europea più resiliente, più sostenibile e più incentrata sui bisogni delle persone.
L’Industria 5.0, è un paradigma introdotto e promosso dalla Commissione Europea, che va oltre la semplice digitalizzazione (Industria 4.0). I suoi pilastri fondamentali sono:
- Sostenibilità (Green Transition): L’integrazione di principi di economia circolare, efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale nei processi produttivi.
- Questo è strettamente legato agli obiettivi del Green Deal Europeo.
- Centralità Umana (Human-Centric): L’utilizzo delle nuove tecnologie (come l’Intelligenza Artificiale, la robotica e l’IoT) per aumentare le capacità dei lavoratori, non per sostituirli, migliorando sicurezza, benessere e personalizzazione del lavoro.
- Resilienza: Rendere le catene del valore e i processi industriali europei più robusti e adattabili agli shock esterni (come crisi sanitarie, geopolitiche o climatiche).
L’UE utilizza diverse leve per attuare questa visione, tra cui:
A. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e REPowerEU
Il NextGenerationEU (NGEU), e in particolare il PNRR dei singoli Stati membri, rappresenta il principale veicolo di finanziamento per la Transizione 5.0.
- Capitolo REPowerEU: L’aggiunta di questo capitolo ai PNRR nazionali mira a rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili. I fondi sono specificamente indirizzati a investimenti che combinano la digitalizzazione, con l’efficientamento energetico e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (un elemento centrale della 5.0).
- Piano Transizione 5.0 (contesto italiano): In Italia, ad esempio, è stato istituito un apposito piano con una dotazione finanziaria significativa ( 6,3 miliardi di euro) per offrire crediti d’imposta alle imprese, che investono in beni strumentali e software che portano, a una riduzione significativa dei consumi energetici (un requisito esplicito della 5.0).
B. Programmi di Ricerca e Innovazione
Programmi come Horizon Europe, finanziano progetti di ricerca e innovazione che sviluppano le tecnologie abilitanti per l’Industria 5.0 (es. robotica collaborativa, AI etica, manifattura circolare).
C. Iniziative Legislative e Normative
L’UE sta creando anche il quadro normativo necessario per la transizione:
- Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (AI Act): Mira a garantire che le tecnologie AI utilizzate nell’industria siano sicure e rispettino i diritti e i valori fondamentali dell’UE, tutelando la centralità umana.
- Direttive sull’efficienza energetica e l’economia circolare: Stabiliscono obiettivi e requisiti che spingono le imprese verso la sostenibilità, un pilastro chiave della 5.0. L’aspetto più distintivo della Transizione 5.0 rispetto alla 4.0 è l’obbligo di impatto ambientale positivo.
- Efficienza Energetica: Gli incentivi sono spesso subordinati al raggiungimento di specifiche riduzioni dei consumi energetici (es. almeno il 3% per le nuove strutture produttive o il 5% per il processo produttivo) rispetto all’anno precedente.
- Investimenti Ammissibili: Vengono incoraggiati gli investimenti in:
- Beni materiali e immateriali interconnessi che consentono il monitoraggio e l’ottimizzazione energetica.
- Sistemi per l’autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.
- Formazione del personale sulle competenze necessarie per gestire questi processi innovativi (competenze green e digitali).
- In sintesi, l’approccio dell’UE alla Transizione 5.0 è olistico e vincolante: combina ingenti fondi (tramite PNRR/REPowerEU) con un chiaro orientamento politico e normativo per spingere l’Industria Europea non solo a digitalizzarsi, ma a farlo in modo Sostenibile e a misura d’Uomo.



