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II PREMIO SPAZIO IMPRESE: il merito come fondamento della cultura d’impresa italiana

2026-04-08 09:38

Antonio Grieci

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II PREMIO SPAZIO IMPRESE: il merito come fondamento della cultura d’impresa italiana

Antonio Grieci

del Direttore Antonio Grieci 

 

L’altra sera, entrando nell’Auditorium dell’INAIL, ho avuto la percezione chiara che il Premio Spazio Imprese non fosse semplicemente un evento. Era, piuttosto, la manifestazione concreta di un percorso. Un percorso fatto di relazioni, di idee, ma soprattutto di una convinzione che negli anni abbiamo costruito e difeso: il merito non è una parola da evocare, ma un principio da praticare. La seconda edizione del Premio Spazio Imprese nasce da qui. Dalla volontà di riportare il merito al centro del dibattito pubblico, sottraendolo alle semplificazioni e restituendogli profondità. Perché il merito, nella nostra visione, non è mai un punto di arrivo, né una medaglia da esibire. È un processo. È la somma di scelte coerenti, di responsabilità assunte, di errori affrontati e di capacità di generare valore nel tempo. Spazio Imprese, del resto, non è mai stato solo un magazine. È diventato, nel tempo, un luogo di confronto reale, dove mondi diversi si incontrano senza sovrastrutture: imprenditori, istituzioni, informazione, cultura. Non per rappresentarsi, ma per comprendersi. E questo è forse il risultato più significativo che abbiamo raggiunto. La serata del 5 febbraio ha restituito con chiarezza questa identità. Non tanto per i nomi, pur autorevoli, che abbiamo avuto l’onore di premiare – da Raffaele Fitto a Francesco Lollobrigida, da Katia Scannavini e Giulio Lo Iacono a Giuseppe Busìa – ma per ciò che ciascuna di queste figure rappresenta: un’idea concreta di responsabilità pubblica, di impegno e di costruzione. Allo stesso modo, il riconoscimento a protagonisti dell’impresa e della cultura come Tonino Boccadamo, Simona Diana, Gianfranco Sciscione ed Elena Russo racconta un Paese che troppo spesso non viene narrato nella sua dimensione più autentica: quella di chi costruisce, quotidianamente, valore reale. Ed è proprio questo il punto. Noi abbiamo bisogno di tornare a raccontare il lavoro per ciò che è davvero. Non solo risultati, ma percorsi. Non solo visibilità, ma sostanza. Non solo successo, ma coerenza. Il claim di questa edizione – “Spazio al merito nella costruzione della cultura d’impresa” – non è uno slogan. È una presa di posizione. In un contesto in cui tutto tende a essere immediato, semplificato, talvolta superficiale, scegliere di parlare di merito significa scegliere la complessità. Significa riconoscere che dietro ogni impresa, ogni istituzione, ogni progetto, esiste una storia fatta di tempo, sacrificio e visione. 

Come direttore di Spazio Imprese, sento forte la responsabilità di questo progetto. Non perché rappresenti un traguardo, ma perché apre una fase nuova. Una fase in cui il nostro compito sarà ancora più ambizioso: consolidare questo spazio come punto di riferimento stabile per chi crede che l’impresa sia, prima di tutto, un fatto culturale. La partecipazione ampia e qualificata che abbiamo registrato ci conferma che questa esigenza esiste. E che esiste anche una comunità pronta a riconoscersi in un racconto diverso: più serio, più profondo, più utile. Il Premio Spazio Imprese, allora, non è soltanto un momento celebrativo. È un atto editoriale. È la traduzione, in forma concreta, di una linea chiara: rimettere al centro il valore delle persone, delle competenze e delle responsabilità. E se c’è una consapevolezza che porto con me da questa edizione è semplice, ma decisiva: il merito, quando viene riconosciuto e raccontato nel modo giusto, non divide. Unisce.